Murales più belli da vedere a Napoli

Il primo maggio è la Festa dei Lavoratori.

Se decidi di passarla nel capoluogo campano, fra le mille cose che puoi fare, complice il clima mite e le giornate più lunghe, c’è sicuramente anche quella di andare alla scoperta dei murales più belli da vedere a Napoli. 

Ecco quelli assolutamente da non perdere!

Murales di San Gennaro

A due passi dal Duomo di Napoli, a fianco della chiesa di San Giorgio Maggiore, nel quartiere di Forcella, si trova il maxi murales dedicato al Santo patrono della città, San Gennaro, realizzato da Jorit Agoch, giovane artista napoletano, ma di madre olandese. L’opera è alta 15 metri ed è visibile anche ad una certa distanza.

Per la realizzazione del volto, l’artista dice di essersi ispirato, come un novello Caravaggio, ad una persona del popolo, un suo amico carrozziere che oltretutto si chiama proprio Gennaro.

Murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli

Anche se non è l’unico murales dedicato al grande calciatore, di sicuro è uno dei più longevi. Stiamo parlando del famoso murales di Maradona che di trova in via De Deo ai Quartieri Spagnoli, realizzato dall’artista Mario Filardi.

L’opera è stata recentemente restaurata grazie all’intervento di Francisco Bosoletti.

Madonna con la pistola

La Madonna con una pistola, che si trova in piazza Gerolomini, slargo che precede l’arrivo in via Duomo da via dei Tribunali, è stata realizzata da uno dei più famosi artisti di strada del mondo, Banksy, la cui vera identità è però ancora sconosciuta tanto che alcuni pensano che possa addirittura avere origini napoletane.

Interessante il significato dell’opera, oggi protetta con un plexiglass: al posto dell’aureola, infatti, sono tracciati i contorni di un revolver, probabilmente a denunciare il legame tra religione e criminalità organizzata.

Tre ritratti di Eduardo De Filippo

Per celebrare il trentennale della sua scomparsa, in occasione del Forum Universale delle Culture, il comune di Napoli ha deciso di ricordare il maestro Eduardo De Filippo con dei murales. È così che l’artista partenopeo Jorit Agoch è stato ingaggiato per realizzare i tre ritratti di Eduardo che oggi campeggiano sulle saracinesche del Teatro San Ferdinando.

Tre immagini che rappresentano ognuna le tre anime del famoso artista, uomo, attore e personaggio delle sue commedie.

Ael. Tutt’ egual song’ e creature

Jorit è anche l’autore di un altro celebre murales, quello della bambina zingara in via Aldo Merola a Ponticelli, realizzato proprio là dove qualche anno fa ci furono gli incendi dolosi al campo rom. L’opera, alta più di 20 mt, ritrae Ael, bimba rom di 9 o 10 anni, che coi suoi grandi occhi azzurri guarda il quartiere.

Significativo il titolo dell’opera:  Ael. Tutt’ egual song’ e creature, I bambini sono tutti uguali, frase presa in prestito da una canzone del cantautore napoletano Enzo Avitabile. Questo murales fa parte insieme ad altri del Parco dei Murales alla periferia est di Napoli, promosso dall’associazione INWARD – Osservatorio sulla creatività urbana.

Ilaria Cucchi

Inaugurato pochi mesi fa, il murales dedicato alla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, è stato dipinto da Jorit nel quartiere Arenella proprio nei giorni in cui si faceva luce sulla morte del giovane geometra grazie alle dichiarazioni del carabiniere Tedesco.

Non sono state poche le polemiche legate alla realizzazione dell’opera, osteggiata dai gruppi di estrema destra ma fortemente voluta, invece, sia dal Sindaco De Magistris, sia dalla popolazione locale.

ResisTiamo

ResisTiamo, oltre che un invito, è anche il titolo di un bellissimo graffito realizzato dall’argentino Francisco Bosoletti sulla parete laterale della Basilica di Santa Maria della Sanità.

L’opera, ispirata sembra ad una storia vera, raffigura due ragazzi che hanno affrontato il lungo calvario legato ad una grave malattia di uno dei due, superando la terribile esperienza grazie soprattutto all’amore. Un monito dunque alla fratellanza e all’aiuto reciproco, valori sempre più rari nella nostra società.

Essere umani e Dios Umano

San Giovanni a Teduccio, quartiere alla periferia di Napoli, è conosciuto per essere una delle zone a più alto tasso di criminalità della città. Forse per questo l’artista Jorit Agoch ha voluto realizzare qui, l’una vicina all’altra, due delle sue opere più importanti: il Dios Umano e Essere umani, raffiguranti rispettivamente Diego Armando Maradona e lo scugnizzo Niccolò.

Entrambi i volti sono realizzati sulle facciate adiacenti di due edifici di via Taverne del Ferro, in quello che viene chiamato il Bronx partenopeo. In questo modo, l’artista afferma di aver voluto regalare il bello dell’arte a chi non ce l’ha.

Massimo Troisi

Spostandosi fuori Napoli, ed esattamente a San Giorgio a Cremano, è possibile ammirare il murales di Jorit Agoch dedicato all’indimenticato attore e regista campano, originario proprio di San Giorgio, Massimo Troisi. Si tratta di un opera composta in realtà da tre scene tratte dai suoi film più celebri, raffigurate sulla facciata esterna del PalaVeliero in via Galdieri.

 


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